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	<title>Spazio Sensoriale</title>
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	<description>"Solo chi capisce le ragioni dei suoi gesti può perfezionarli" Hervè This</description>
	<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:04:04 +0000</pubDate>
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		<title>Da Lofoten,  una lingua &#8220;sconosciuta&#8221; in ogni senso!</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 07:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Fioratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dire, fare e mangiare...]]></category>

		<category><![CDATA[merluzzo]]></category>

		<category><![CDATA[slow fish]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Vi aspettiamo a Lofoten, è un posto bellissimo&#8230;il più bello  di tutta la   Norvegia ! &#8221;
Con questa frase, Camilla, una bionda ragazzona norvegese capace di regalare sorrisi contagiosi, ci invita a visitare la sua terra dove il sole fa&#8217; le bizze, dove c&#8217;è il buio più totale o c&#8217;è la luce solare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-324" title="imgp0082" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/04/imgp0082-425x318.jpg" alt="imgp0082" width="425" height="318" />&#8221; Vi aspettiamo a Lofoten, è un posto bellissimo&#8230;il più bello  di tutta la   Norvegia ! &#8221;</p>
<p>Con questa frase, Camilla, una bionda ragazzona norvegese capace di regalare sorrisi contagiosi, ci invita a visitare la sua terra dove il sole fa&#8217; le bizze, dove c&#8217;è il buio più totale o c&#8217;è la luce solare per ventiquattro ore al giorno: magia?&#8230;no, Polo Nord,, un poco più a sud &#8230;al di sopra del  Circolo Polare Artico&#8230;<span id="more-477"></span></p>
<p>Noi, invece, siamo a Genova, a Slow Fish,&#8230;</p>
<p>&#8230;al piano superiore troviamo lo stand della Norvegia.<img class="alignleft size-full wp-image-485" title="karusell4" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/06/karusell4.png" alt="karusell4" width="413" height="190" /></p>
<p>Ci fermiamo, incuriositi soprattutto  dalle gigantografie che compaiono sulla parete di fondo da cui escono, prepotenti, le immagini del magnifico arcipelago di Lofoten, la muraglia Norvegese&#8230;: al solo guardarle  ci viene voglia di organizzare il viaggio !</p>
<p>Lo stupore degli occhi non ci impedisce, però, di cogliere alcune note olfattive che si sprigionano nell&#8217;aria  e che ci distraggono dallo  fantasia vacanziera. Lo sguardo, a questo punto, inizia ad indagare per individuare la provenienza del succulento profumo .</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-483" title="karusell2" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/06/karusell2.png" alt="karusell2" width="404" height="190" />Sul bancone troneggiano piatti in plastica che ospitano al loro interno un non meglio identificato cibo, qualcosa che certamente non sappiamo   riconoscere.</p>
<p>Ascoltiamo le parole di Camilla che &#8220;vende&#8221; il prodotto con entusiasmo ma ci sembra di non aver afferrato bene la definizione inverosimile di quel cibo  sconosciuto&#8230;.forse la  pronuncia italiana  non perfetta  della ragazzona norvegese ci impedisce di comprendere &#8230;.forse le decine di voci  e di persone che circondano lo stand creano troppa confusione&#8230;.</p>
<p>Chiediamo un ulteriore chiarimento e ci accorgiamo che, invece, avevamo capito e sentito molto bene :</p>
<p>&#8221; lingua di merluzzo &#8221;</p>
<p>Lingua di merluzzo ? Ma come, si mangia la lingua del  merluzzo? E soprattutto, il merluzzo ha nella sua bocca una lingua tanto grande da riuscire a tagliarla in tanti dischetti di circa 3- 4- 5  centimetri di diametro?</p>
<p>Noi pensavamo che le uniche lingue utilizzate in gastronomia  fossero quelle dei bovini&#8230;</p>
<p>Invece no, eccola, la lingua del merluzzo, morbida ed anche gustosa - fa correre il pensiero alla consistenza delle cervella -  avvolta da una particolare panatura, forse di farina bianca, peraltro ottima -</p>
<p>Una leccornia!</p>
<p>La curiosità ci attanaglia&#8230;ma a chi sarà venuta l&#8217;idea di usare le lingue dei merluzzi in cucina?</p>
<p>Camilla ci spiega divertita che si tratta di un piatto tradizionale, a Lofoten,  e che la difficoltà nel rimuovere l&#8217;organo del gusto del pesce, viene ovviata affidando l&#8217;incarico ai ragazzini che, con le loro mani non eccessivamente grandi, portano a termine in maniera eccellente il loro compito.</p>
<p>&#8230;In conclusione, come sovente accade, non si finisce mai di imparare&#8230;anche  le lingue !</p>
<p>Rosella Junod</p>
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		<title>Slow Fish 2009: un successo!</title>
		<link>http://www.spaziosensoriale.com/2009/05/28/slow-fish-2009-un-successo/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 18:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Fioratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Che spettaccolo...]]></category>

		<category><![CDATA[slow fish]]></category>

		<category><![CDATA[slow food]]></category>

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		<description><![CDATA[
Al Salone del pesce di Genova 55 mila visitatori, un record! &#8230;(prevedibile). Un incremento del 20% rispetto al 2007. Lodi a tutti quelli che erano presenti: consumatori, pescatori, cuochi, imprenditori, istituzioni. Lodi anche a Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia, che insieme alla Regione Liguria ha organizzato l&#8217;evento.
Quello che non mi è piaciuto!
Slow Fish [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-241" title="copertina catalogo" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/04/scansione0001-425x479.jpg" alt="copertina catalogo" width="328" height="369" /></p>
<p>Al Salone del pesce di Genova 55 mila visitatori, un record! &#8230;(prevedibile). <span id="more-395"></span>Un incremento del 20% rispetto al 2007. Lodi a tutti quelli che erano presenti: consumatori, pescatori, cuochi, imprenditori, istituzioni. Lodi anche a Roberto Burdese, Presidente di Slow Food Italia, che insieme alla Regione Liguria ha organizzato l&#8217;evento.</p>
<p>Quello che non mi è piaciuto!</p>
<p>Slow Fish non mi ha trasmesso l&#8217;entusiasmo e le emozioni che avevo vissuto nel Salone del gusto di Torino, dove al termine di 5 giornate di visite mi dicevo: &#8220;&#8230;peccato che oggi finisce&#8230;tutto di primissima&#8230;!&#8221;. A Genova dopo 2 giorni&#8230;mi son detto: &#8220;&#8230;un giorno basta e avanza per vedere tutto!&#8221;&#8230; la conclusione, quindi,  è un po&#8217; diversa. Slow fish m&#8217;è sembrato soprattutto un po&#8217; carente nelle presenze di operatori ed  istituzioni (Regioni, Provincie),  anzi, no,&#8230; decisamente carente!</p>
<p>I temi e la visibilità di Slow Fish, il grande successo di pubblico del Salone del Gusto di ottobre, dovevano essere sufficienti a persuadere molti degli assenti a partecipare. Sono occasioni importanti. Troppi assenti ingiustificabili: tanto per dirne una, erano presenti solo 8 delle 15 regioni bagnate dai nostri mari! Regioni importanti, legate al mare e alle sue risorse, al turismo e alla gastronomia come l&#8217;Emilia Romagna, il Lazio, la Campania, la Sardegna&#8230;dove erano?</p>
<p>Alfredo Fioratti</p>
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		<title>Slow fish 2009: Mangiamoli Giusti</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 17:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Fioratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dire, fare e mangiare...]]></category>

		<category><![CDATA[luca zaia]]></category>

		<category><![CDATA[slow fish]]></category>

		<category><![CDATA[slow food]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che mi è piaciuto di più a Slow Fish è: Mangiamoli Giusti. La campagna, a cura di Slow Food Educa,  ideata per far conoscere i pesci che non si possono più consumare  perché in via di estinzione. Ottimo il progetto grafico ideato dal Laboratorio Creativo. Segnalo, tra le tante cose viste, le guide Mangiamoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-320" title="pesce-fresco" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/05/pesce-fresco.jpg" alt="pesce-fresco" width="237" height="326" />Quello che mi è piaciuto di più a Slow Fish è: Mangiamoli Giusti. La campagna, a cura di Slow Food Educa,  ideata per far conoscere i pesci che non si possono più consumare  perché in via di estinzione. Ottimo il progetto grafico ideato dal Laboratorio Creativo. Segnalo, tra le tante cose viste, le guide Mangiamoli Giusti e<span id="more-377"></span> La Lisca della spesa, due piccoli capolavori di grafica e contenuti. Le due guide, riportano preziose e chiare informazioni di grande utilità e, oltre a indicare i pesci che non dobbiamo comperare, individuano i pesci che possono essere valide alternative per il nostro piacere. Dipendesse da me, le farei avere queste due guide ad ogni famiglia italiana (gli sponsors per questa operazione si trovano senza difficoltà). Mi auto-candido.</p>
<p>Purtroppo, devo dire con tristezza, che anche a Slow Fish &#8230;qualcuno predica bene e razzola male! Nello stand di una Cooperativa di pescatori, dove si vendeva il pesce fresco (al piano superiore), qualcuno&#8230;(bene identificato) ha venduto del tonno rosso freschissimo dicendo che era stato pescato quella mattina stessa nel mar ligure&#8230;e nel frigo ne aveva un bel po&#8217; di chili! Il tonno rosso è una di quelle specie, indicata nella miniguida,&#8230; da non comperare! Questo fa capire quanto sia difficile portare in porto questa missione! Tutto ciò però, non sminuisce il  buon lavoro svolto  da Slow Fish&#8230; qualche mela marcia è possibile che ci sia in qualunque cesto!</p>
<p>Torniamo alle cose serie. Il ruolo dei consumatori è importantissimo. Noi, con le nostre abitudini d&#8217;acquisto, possiamo aiutare alcune specie di pesce a sopravvivere. Io sono convinto che molti consumatori, se informati correttamente, lo farebbero&#8230;senza problemi.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-316" title="bilancia" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/05/bilancia-425x318.jpg" alt="bilancia" width="425" height="318" />Praticamente, detto in parole spicce e povere, dobbiamo dare almeno un po&#8217; di respiro ad alcune specie, comperando altri tipi di pesce! Questo, se lo facciamo un po&#8217; tutti, è sicuramente meglio di niente!</p>
<p>Quali pesci mettere nel piatto e quali pesci sono da lasciare in mare &#8230; <a title="mangiamoli giusti" href="http://www.laboratoriocreativo.com/progetti/SlowFish%20-%20Guida%20Mangiamoli%20giusti.pdf">andate qui</a> che è spiegato benissimo.</p>
<p>Non nascondiamoci dietro a un dito&#8230;sostenendo: &#8220;&#8230;ma cosa vuoi che si risolva con il salmone che compro io&#8230;&#8221;, cominciamo a farlo&#8230;noi, poi passiamo parola a tutti quelli che conosciamo e, se ognuno, porta 3 persone che lo fanno, presto saremo a migliaia&#8230;!</p>
<p>Il ruolo del consumatore è centrale ed è fondamentale aiutarlo a reperire facilmente le informazioni: questa è una chiave importantissima per fare la differenza. Bisogna accendere la luce!</p>
<blockquote><p><em>&#8220;&#8230;la sensibilità su questi problemi non può più essere prerogativa di pochi, di una élite ambientalista. Oggi dobbiamo tornare a essere tutti protagonisti nella tutela e nella valorizzazione delle risorse marine attraverso un consumo responsabile che, al momento dell&#8217;acquisto, premi qualità, stagionalità e prodotti pescati nel rispetto del mare e dell&#8217;ambiente.</em></p>
<p><em>Un consumo responsabile è il primo passo per la conservazione della biodiversità, dell&#8217;ambiente e delle risorse marine; un atto di responsabilità, al quale nessuno può più sottrarsi, verso se&#8217; stessi e verso le generazioni che verranno.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Questo è un passo del messaggio a Slow Fish - Educare il Gusto di <a title="luca zaia" href="http://www.lucazaia.it/it/index.php">Luca Zaia</a>, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.</p>
<p>Dalle parole ai fatti. La settimana scorsa ho acquistato 4 belle aguglie e  ho fatto un tortino con ricotta fresca e <a title="asparago di altedo" href="http://www.asparagoverde-altedo.it/">asparagi di Altedo</a> IGP&#8230;molto delicato, una vera bontà!</p>
<p>Fotografie e testo di Alfredo Fioratti</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La favò</title>
		<link>http://www.spaziosensoriale.com/2009/05/23/la-favo/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 19:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Fioratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ricette dei cuochi amici]]></category>

		<category><![CDATA[fave]]></category>

		<category><![CDATA[valle d'aosta]]></category>

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		<description><![CDATA[La favò mi è piaciuta davvero molto. A questo piatto della tradizione gastronomica valdostana, è dedicata una sagra di due giorni a fine luglio, proprio nel paese dove è nato: ad Ozein, località vicina ad Aymavilles. Sagra frequentatissima!

La ricetta mi è stata data da Massimo Buschino, da 16 anni cuoco dell&#8217;albergo ristorante La Pineta. Massimo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La favò mi è piaciuta davvero molto. A questo piatto della tradizione gastronomica valdostana, è dedicata una sagra di due giorni a fine luglio, proprio nel paese dove è nato: ad Ozein, località vicina ad Aymavilles. Sagra frequentatissima!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-278 aligncenter" title="la favò" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/05/favo-425x418.jpg" alt="chi ha mangiato questa favò, io o rosella?" width="340" height="334" /></p>
<p>La ricetta mi è stata data da Massimo Buschino, <span id="more-288"></span>da 16 anni cuoco dell&#8217;<a title="albergo-la-pineta" href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=albergo+la+pineta+valle+d'aosta&amp;fb=1&amp;split=1&amp;gl=it&amp;view=text&amp;latlng=17916626234928948921">albergo ristorante La Pineta</a>. Massimo, oltre che essere un grande appassionato dei sapori tipici valdostani, è anche un ottimo cuoco!</p>
<p>Ingredienti:<br />
olio d&#8217;oliva<br />
1 cipolla<br />
1 gambo di sedano<br />
2 spicchi d&#8217;aglio<br />
2 pomodori o 100 g di polpa<br />
1/2 peperone (meglio se rosso)<br />
200 g salsiccia fresca<br />
100 g pancetta<br />
900 g di fave<br />
300 g pasta ditaloni rigati<br />
100 g burro<br />
300 g pane integrale raffermo<br />
200 g fontina<br />
100 g toma<br />
1 manciata di basilico<br />
1 manciata di prezzemolo<br />
1 cucchiaino di cannella</p>
<p>Fare il soffritto di cipolla, sedano e aglio con 50 g di burro e 1 cucchiaio di olio d&#8217;oliva;<br />
aggiungere la salsiccia, la pancetta e peperone precedentemente tritati e mescolare a fuoco moderato, per 5/8 minuti finché non si ritira il liquido.<br />
Aggiungere le fave e i pomodori,  insaporirli bene nel soffritto e aggiungere acqua fino a coprire bene e formare una minestra abbastanza liquida.<br />
Da quando prende il bollore fare cuocere per 1 ora mescolando ogni tanto, aggiustare di sale o aggiungere dado.<br />
Nel frattempo tagliare il pane a dadini e tostarlo in padella con il rimanente burro;<br />
tritare poi finemente il prezzemolo e basilico,<br />
tagliare anche il formaggio a dadini.<br />
Durante la cottura, se necessario, aggiungere acqua, dopo 1 ora di cottura aggiungere il prezzemolo, il basilico e la cannella.<br />
Buttare la pasta e fare cuocere 10 minuti.<br />
Aggiungere il pane e il formaggio sempre mescolando.<br />
Quando il formaggio sarà fuso la favò è pronta!!!!<br />
BUON APPETITO!!!</p>
<p>Un consiglio: dovete usare fave fresche o surgelate NON quelle secche..</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Buone, dolci e tenere: le fave!</title>
		<link>http://www.spaziosensoriale.com/2009/05/04/le-fave-buone-sono/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Fioratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Quaderno della spesa]]></category>

		<category><![CDATA[fave]]></category>

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		<description><![CDATA[Maggio è il mese deputato a mangiare questo lugume, è la stagione più indicata in quanto la fava matura proprio in questo periodo. Il frutto, o meglio il baccello, per essere al punto giusto, deve avere un colore lucido, vivace, senza puntini marroni o striature. Dopo aver aperto il baccello, una buona fava, deve essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-279" title="fave" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/05/fave.jpg" alt="fave" width="113" height="113" />Maggio è il mese deputato a mangiare questo lugume, è la stagione più indicata in quanto la fava matura proprio in questo periodo. Il frutto, o meglio il baccello, per essere al punto giusto, deve avere<span id="more-434"></span> un colore lucido, vivace, senza puntini marroni o striature. Dopo aver aperto il baccello, una buona fava, deve essere di colore chiaro, luminoso e non deve avere parti di colore marroncino in quanto ciò è sintomo di indurimento e di poca dolcezza. La pianta non ha bisogno di cure particolari, è rustica, si adatta benissimo in qualsiasi ambiente e a qualsiasi clima;  per questi motivi non ha bisogno di interventi contro malattie e insetti, quindi è un frutto sano e salubre.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il dahu’</title>
		<link>http://www.spaziosensoriale.com/2009/04/30/il-dahu%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 20:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Fioratti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Quisquilie]]></category>

		<category><![CDATA[valle d'aosta]]></category>

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		<description><![CDATA[“ Ma te , l’hai gia’ visto il Dahù …?”
Quel bimbo di cinque anni mi fissava con un’ espressione mista fra sfida e curiosità e aspettava la mia risposta indagando con lo sguardo per cogliere in anticipo qualche mia reazione che potesse rivelargli un indizio….
“ No, non l’ho mai visto…ma cos’è…? “ 
Ecco, avevo finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“ Ma te , l’hai gia’ visto il Dahù …?”</p>
<p>Quel bimbo di cinque anni mi fissava con un’ espressione mista fra sfida e curiosità e aspettava la mia risposta indagando con lo sguardo per cogliere in anticipo qualche mia reazione che potesse rivelargli un indizio….</p>
<p>“ No, non l’ho mai visto…ma cos’è…? “ <img class="alignright size-medium wp-image-259" title="dahu " src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/04/dahu3-425x318.gif" alt="dahu " width="425" height="318" /></p>
<p>Ecco, avevo finalmente pronunciato la frase che lui si aspettava. Adesso era pronto a continuare un gioco che io ancora non capivo.<span id="more-251"></span></p>
<p>“ Ma si, è quell’animale che vive solo in Valle d’Aosta…! “</p>
<p>La mia reazione stupita e incuriosita al tempo stesso, gli consentiva di tenermi in pugno e di proseguire  perseverando nel  suo piano di azione;  il tono della sua voce era ora carico di stupore e i suoi occhioni si sgranavano diventando ancora piu’ grandi ed espressivi:</p>
<p>“ Ma davvero non l’ hai mai visto ? Cammina sulle montagne e lo riconosci subito … “…..</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-260" title="dahu 2" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/04/dahu5-425x318.gif" alt="dahu 2" width="255" height="191" />“ Ma spiegami&#8230; com’è esattamente?”</p>
<p>“ E&#8217;  praticamente come un camoscio però ha due zampe piu’ lunghe e due piu’ corte…”</p>
<p>Per due secondi ho tentato una configurazione mentale di quell&#8217;animale di cui non avevo mai sentito parlare ed ho fatto i conti con i limiti del mio sapere ….</p>
<p>…e dopo i due secondi decidevo di ammettere la mia ignoranza :</p>
<p>“ Ma sai che io non ne ho mai sentito parlare ? E come fa a camminare se ha due zampe piu’ corte ? “</p>
<p>Compiaciuto ed estremamente inserito nel suo ruolo , mi risponde che il Dahù  cammina sempre e solo in un’unica direzione e che le sue zampe si sono adattate al pendio della montagna così da  renderlo agile nel suo ambiente naturale.</p>
<p>Qualche dubbio inizia ad inserirsi nella mia mente ma l’espressione seria e rassicurante del mio “mentore” sono sufficienti a concedergli la mia piena fiducia.</p>
<p>Lui coglie una partecipazione che lo soddisfa e mi pone una domanda:</p>
<p>“ …e sai come si fa per prenderlo? “</p>
<p>“…no, ma sarei curiosa di saperlo…”</p>
<p>E lui :</p>
<p>“ Lo devi chiamare forte forte  “Dahù…Dahù…” cosi’ lui si gira, perde l’equiliibrio, cade e te puoi prenderlo ! “</p>
<p>I suoi bellissimi occhi brillano e  lasciano trasparire un sorriso carico di una sottile ironia …</p>
<p>Rido anch’io e mi accorgo di quanto c’è da imparare, sempre, da chiunque ma soprattutto dai bambini !</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-261" title="chiama il dahu" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/04/dahu13-425x318.gif" alt="chiama il dahu" width="425" height="318" /></p>
<p>Rosella Junod</p>
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		<title>Identità Golose: Paolo il Magnifico</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 09:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Fioratti</dc:creator>
		
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Il 2 febbraio, dopo varie odissee ferroviarie (causa neve a bizzeffe) finalmente arrivo a Milano per assistere a Identità Golose il congresso italiano di cucina d&#8217;autore, ideato e organizzato da &#8230; il Magnifico. L&#8217;aggettivo  Magnifico, lo affibbio a Marchi per due motivi: il primo, è per evitare di scrivere un lungo elenco di tutte le belle cose che fa; il secondo, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="mceTemp" style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-76 aligncenter" title="Identità Golose" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/02/logo-identita-golose-425x286.jpg" alt="Congresso italiano di cucina d'autore" width="425" height="286" /></h2>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-98" title="Paolo Marchi" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/02/paolo-marchi-120x120.jpg" alt="Paolo Marchi" width="120" height="120" />Il 2 febbraio, dopo varie odissee ferroviarie (causa neve a bizzeffe) finalmente arrivo a Milano per assistere a <a title="identità golose" href="http://www.identitagolose.it/" target="_blank">Identità Golose</a> il congresso italiano di cucina d&#8217;autore, ideato e organizzato da &#8230; il Magnifico. L&#8217;aggettivo  Magnifico, lo affibbio a Marchi per due motivi: il primo, è per evitare di scrivere un lungo elenco di tutte le belle cose che fa; il secondo,<span id="more-115"></span> è per ringraziarlo delle emozioni che ho vissuto nella straordinaria giornata.  L&#8217;Auditorium era pieno di gente coinvolta, incantata e sedotta. Sul palco, si sono avvicendati 8 cuochi relatori, concentrati, impegnati a raccontare le loro esperienze,  storie piene di meraviglie e prodigi. Esplorazioni impegnative, che indicano nuovi e suggestivi orizzonti del gusto.  Che spettacolo! La felicità di questa giornata, l&#8217;ho rivissuta il 21 aprile, alla notizia che 5 degli 8 cuochi, erano entrati nella classifica  dei primi 50 migliori ristoranti del mondo: il prestigioso  <a title="the worlds 50 best restaurants" href="http://www.theworlds50best.com">S.Pellegrino World&#8217;s 50 Best</a> Restaurants 2009. E&#8217; la stessa felicità che si prova quando la tua squadra vince, l&#8217;esclamazione che libera l&#8217;emozione&#8230; ma vai! &#8230;e andiamo!  Queste le posizioni dei 5  grandi artisti: 1 assoluto <a title="el bulli" href="http://www.elbulli.com">EL BULLI</a> - Ferran Adrià; 4 posto <a title="el celler de can roca" href="http://www.elcellerdecanroca.com">EL CELLER DE CAN ROCA</a> - Joan, Josep e Jordi Roca; 8 posto <a title="arzak" href="http://www.arzak.es">ARZAK</a> - Juan Marì e Elena Arzak; 13 posto <a title="osteria francescana" href="http://www.osteriafrancescana.it">OSTERIA FRANCESCANA</a> - Massimo Bottura (primo degli italiani); 22 posto <a title="ristorante cracco" href="http://www.ristorantecracco.it">RISTORANTE CRACCO</a> - Carlo Cracco.</p>
<h4>
<div id="attachment_85" class="wp-caption alignnone" style="width: 434px"><img class="size-medium wp-image-85" title="ferran-adrià" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/02/imgp0057-424x318.jpg" alt="Ferran Adrià 1 assoluto al S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2009" width="424" height="318" /><p class="wp-caption-text">Ferran Adrià 1 assoluto al S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2009</p></div>
<div id="attachment_88" class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><img class="size-medium wp-image-88" title="paolo-marchi-e-ferran-adria" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/02/paolo-marchi-e-ferran-adria-425x367.jpg" alt="Paolo Marchi e Ferran Adrià" width="425" height="367" /><p class="wp-caption-text">Paolo Marchi e Ferran Adrià</p></div>
<div id="attachment_96" class="wp-caption alignnone" style="width: 434px"><img class="size-medium wp-image-96" title="massimo-bottura" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/02/imgp0044-424x318.jpg" alt="Massimo Bottura 13 al S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2009 (primo degli italiani)" width="424" height="318" /><p class="wp-caption-text">Massimo Bottura 13 classificato al S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants 2009 (primo degli italiani)</p></div>
<p><div id="attachment_95" class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><img class="size-medium wp-image-95" title="bollito-di-bottura" src="http://www.spaziosensoriale.com/wp-content/uploads/2009/02/bollito-di-bottura-425x469.jpg" alt="Il bollito non bollito di Massimo Bottura" width="425" height="469" /><p class="wp-caption-text">Il bollito non bollito di Massimo Bottura</p></div></h4>
<h4>Fotografie di Alfredo Fioratti&#8230; e si vede! <img src='http://www.spaziosensoriale.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </h4>
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