Il dahu’

“ Ma te , l’hai gia’ visto il Dahù …?”

Quel bimbo di cinque anni mi fissava con un’ espressione mista fra sfida e curiosità e aspettava la mia risposta indagando con lo sguardo per cogliere in anticipo qualche mia reazione che potesse rivelargli un indizio….

“ No, non l’ho mai visto…ma cos’è…? “ dahu

Ecco, avevo finalmente pronunciato la frase che lui si aspettava. Adesso era pronto a continuare un gioco che io ancora non capivo.

“ Ma si, è quell’animale che vive solo in Valle d’Aosta…! “

La mia reazione stupita e incuriosita al tempo stesso, gli consentiva di tenermi in pugno e di proseguire  perseverando nel  suo piano di azione;  il tono della sua voce era ora carico di stupore e i suoi occhioni si sgranavano diventando ancora piu’ grandi ed espressivi:

“ Ma davvero non l’ hai mai visto ? Cammina sulle montagne e lo riconosci subito … “…..

dahu 2“ Ma spiegami… com’è esattamente?”

“ E’  praticamente come un camoscio però ha due zampe piu’ lunghe e due piu’ corte…”

Per due secondi ho tentato una configurazione mentale di quell’animale di cui non avevo mai sentito parlare ed ho fatto i conti con i limiti del mio sapere ….

…e dopo i due secondi decidevo di ammettere la mia ignoranza :

“ Ma sai che io non ne ho mai sentito parlare ? E come fa a camminare se ha due zampe piu’ corte ? “

Compiaciuto ed estremamente inserito nel suo ruolo , mi risponde che il Dahù  cammina sempre e solo in un’unica direzione e che le sue zampe si sono adattate al pendio della montagna così da  renderlo agile nel suo ambiente naturale.

Qualche dubbio inizia ad inserirsi nella mia mente ma l’espressione seria e rassicurante del mio “mentore” sono sufficienti a concedergli la mia piena fiducia.

Lui coglie una partecipazione che lo soddisfa e mi pone una domanda:

“ …e sai come si fa per prenderlo? “

“…no, ma sarei curiosa di saperlo…”

E lui :

“ Lo devi chiamare forte forte  “Dahù…Dahù…” cosi’ lui si gira, perde l’equiliibrio, cade e te puoi prenderlo ! “

I suoi bellissimi occhi brillano e  lasciano trasparire un sorriso carico di una sottile ironia …

Rido anch’io e mi accorgo di quanto c’è da imparare, sempre, da chiunque ma soprattutto dai bambini !

chiama il dahu

Rosella Junod

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